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Fasi del marketing

Fasi del marketing: lo step che non puoi trascurare

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Le fasi del marketing sono dei veri e propri step: un modo ordinato, coerente e “disciplinato” per creare una strategia secondo criteri sensati.

Le fasi del marketing, punto per punto

Definire le fasi del marketing nella propria azienda serve a delineare gli step di un percorso di crescita. Questo non può fare a meno di una precisa conoscenza di

  • ciò che ESATTAMENTE l’azienda è  
  • COME lo dice agli altri
  • CHI sono i suoi clienti
  • CHI SONO E COSA FANNO i suoi concorrenti.

ANALISI e RICERCA in due semplici parole.

In questo articolo approfondiremo le prime fasi del marketing in un piano di marketing strutturato, che prevede le attività di analisi e ricerca.

Sia chiaro, la disciplina del marketing è un ambito aperto a sperimentazioni e scuole di pensiero.

Il nostro “credo” si basa su studi ed esperienze che ci hanno portato a conclusioni grazie a dei risultati.

Detto questo, come in tanti settori dello scibile, ci sono correnti e controcorrenti.

Mai senza identità  

Tra le fasi del marketing necessarie, la prima è proprio quella in cui si elabora l’identità aziendale, si definisce il pubblico, il modo in cui vogliamo parlargli e il modo in cui vogliamo che ci percepiscano.

In un piano di marketing strategico, partiamo dalla fase di definizione dell’identità aziendale, e quindi dal branding.

Non è possibile proporsi sul mercato senza avere bene chiaro in mente i propri valori, le peculiarità dei propri prodotti o servizi, la particolarità e l’anima dell’azienda, il rapporto con il mercato di riferimento.

Non è possibile promuoversi senza avere nulla da dire, oppure avere le idee confuse. 

Fasi del marketing strategico: Step 1

Le fasi del marketing strategico entrano in gioco a partire dal momento in cui si delinea il profilo aziendale, analizzandola dall’interno (valori, gerarchie, impostazioni) verso l’esterno (posizionamento nel mercato, tipo di offerta, valore dato al cliente e così via).

Il profilo aziendale viene “scolpito”: si selezionano le qualità e gli aspetti che si vogliono far emergere e che ci rendono i migliori sotto quel punto di vista. Una buona definizione è il trampolino di lancio per raggiungere i propri obiettivi e ottenere il successo desiderato.

Se so di essere il migliore sul mercato a dipingere quadri di rose rosso scarlatto, mi servirà sì possedere la tela ed i colori giusti, abilità e vena artistica, ma occorrerà soprattutto dirlo con chiarezza al mio pubblico, in modo che io, al di sopra degli altri venga scelto per quella caratteristica.

La mia particolare dote o qualità sarà il valore che io trasmetto a coloro i quali possono essere interessati, sarà la chiave del mio successo sugli altri; ma per riuscire a farlo ho bisogno di un piano strategico di marketing.

Chi sono le buyer personas? Step 2

In un secondo momento, si passa all’analisi del target.

Il target (dall’inglese: “obiettivo”) è una entità che molti considerano in modo astratto, un qualcosa che esiste ma non sappiamo bene dove, come, e quando.

Lo studio delle fasi del marketing ci aiuta proprio a superare questi limiti e ci insegna come la definizione del target sia cruciale per la riuscita del progetto.

Target, in realtà, è un termine per accomunare tutte quelle tipologie di soggetti che, con precise caratteristiche personali e sociali, sono o possono diventare i miei clienti. Queste tipologie di soggetti prendono il nome di BUYER PERSONAS.

La buyer persona è il signor Mario di Milano, Antonio di Roma, Gennaro di Napoli con i loro 45, 40 e 50 anni; la signora Maria di Pescara, Antonia di Palermo o Sofia di Ancona con le loro rispettive età. Queste sono tipologie di persone, profili ideali di potenziali clienti che hanno bisogno del nostro prodotto e che il marketing fa emergere dalle sue ricerche.

Conosci il tuo competitor! Step 3

Ma se il mio valore nel dipingere rose rosso scarlatto non fosse proprio esclusivo?

Probabilmente nel mercato attuale mi troverò di fronte a moltissimi pittori di rose blu, o gialle o che usano il colore rosso come il mio, ma in modo diverso. Comprendere i miei concorrenti, le loro azioni, le loro quote di mercato, i loro clienti mi permetterà di giocare al meglio la mia partita.

Solo conoscendo bene i competitors ho la possibilità di comprendere le mie FORZE e le mie DEBOLEZZE, le MINACCE e le OPPORTUNITÀ che mi offre il mercato. Questo quadro di possibilità si chiama ANALISI S.W.O.T.

Datti un tono (di voce): Step 4

Arrivati a questo punto delle fasi del piano di marketing, in cui abbiamo ben chiaro in mente cosa faccio e qual è il valore assoluto e che mi differenzia dagli altri, chi può essere interessato ai miei prodotti e cosa fanno le persone con aziende che offrono prodotti e/o servizi simili ai miei, non resta che pianificare il modo in cui comunicarmi al mondo.

Con un termine che dà subito l’idea, il TONO DI VOCE è la scelta del modo di comunicare l’azienda che sia modellato seguendo il tipo di profilo che voglio darle, il tipo di persone a cui voglio comunicare, le azioni che voglio innescare e i valori che voglio trasmettere.

Le Fasi del marketing: conclusioni

Per districarsi nella complicata matassa del mercato attuale occorre, come sempre, individuare il bandolo, il punto di partenza, e da lì procedere su questa linea retta e lunga, che è il percorso di crescita definito dal piano marketing, per raggiungere gli obiettivi.

Come sostiene lo scrittore ed imprenditore di grande fama Seth Godin, che ha ispirato (con altri) il nostro approccio empatico al branding nel marketing, nel suo libro Questo è il marketing: “Il marketing è tutto intorno a noi. È ora di farne un uso migliore(…)”

Questo vuol dire che dare la giusta importanza alle fasi del marketing significa capire il vero valore che possono avere per il nostro lavoro.

Ma con quali mezzi? Di questo parleremo nei prossimi articoli.